Quarto e ultimo articolo del nostro focus. A novembre il laboratorio on line. In fondo all’articolo trovate il modulo di iscrizione i pezzo precedenti se ancora non li avete letti.
1. Affidare a Claude un obiettivo
Nei primi tre articoli della serie Claude rispondeva a richieste precise, per esempio una comunicazione all’utenza, un percorso bibliografico o la scheda di un bando. Il primo articolo ha introdotto l’uso agentico, un altro modo di lavorare in cui Claude riceve un obiettivo invece di una singola domanda e lo porta a termine in più passaggi. Questo articolo descrive cosa permette di fare.
L’obiettivo si definisce all’inizio della conversazione. Chi ha un piano a pagamento e non ha ancora ricevuto l’aggiornamento con la fusione descritta nel primo articolo trova Chat e Cowork nello stesso ambiente. Quando apre una nuova conversazione sceglie fra i due con il selettore della casella in cui si scrive. L’uso agentico funziona con entrambi.
La differenza fra i due riguarda gli agenti, che il terzo articolo ha definito come istanze separate di Claude a cui Claude affida una parte del lavoro. Gli agenti funzionano in Cowork e in Claude Code, che ha una scheda propria, mentre in Chat sono disattivati. Secondo Anthropic, con la fusione tutto quello che fa Cowork diventa disponibile in ogni conversazione del nuovo ambiente e questo dovrebbe valere anche per gli agenti.
Per portare a termine un obiettivo Claude ha quattro modi, che si possono combinare:
collegarsi ad altri programmi con i connettori, descritti nella sezione 2;
ripetere un lavoro a una cadenza stabilita senza che nessuno lo avvii esplicitamente in un dato momento, con le pianificazioni della sezione 3;
costruire lo strumento che manca a partire da una descrizione a parole, cioè con il vibe coding della sezione 4;
seguire istruzioni già definite per un tipo di lavoro, con le skill della sezione 5.
Connettori, skill, pianificazioni e vibe coding possono essere usati sia in desktop che nell’interfaccia web, facendo attenzione alle differenze che i due ambienti comportano.
La sezione 6 colloca Claude Code nella mappa e la sezione 7 presenta tre skill che usano gli agenti e sono sviluppate con questi elementi.
L’articolo descrive Claude com’è il 22 ottobre 2026. La fusione è in rilascio graduale sui piani Pro e Max e in versione beta su Enterprise, mentre per gli altri piani la data non è stata annunciata.
2. Collegarsi, i connettori
Un connettore collega Claude a un servizio esterno e gli permette di leggere e usare i dati che stanno lì, per esempio in Google Drive o nella posta elettronica. Ogni connettore è un server MCP, cioè un programma che segue il Model Context Protocol, lo standard aperto che permette ai modelli di usare servizi e dati esterni.
Quando a Claude si affida un obiettivo, con i connettori prende quello che serve mentre lavora. Per esempio se la biblioteca conserva in Google Drive i verbali delle riunioni, Claude li cerca e li legge senza che qualcuno debba caricarli nella conversazione.
I connettori sono di due tipi. Quelli remoti passano dal web, sono la maggioranza e funzionano ovunque, dalla chat sul web all’applicazione per lo smartphone, passando per Desktop in locale. Quelli locali funzionano solo in Claude Desktop e in Claude Code da terminale, girano sul computer e servono a raggiungere soprattutto file e programmi che stanno lì. I connettori si gestiscono dal menu in alto a sinistra, alla voce «Personalizzazione», nella scheda «Connettori». Si usano anche con l’account gratuito. Un connettore dà a Claude accesso ai dati del servizio collegato, quindi per i dati personali degli utenti valgono le regole che l’ente applica a qualunque altro programma.
Uno dei connettori che uso l’ho sviluppato per NotebookLM, che ora si chiama Gemini Notebook, lo strumento di Google a cui Sapere Digitale ha già dedicato un corso. Il connettore si chiama notebooklm-mcp-structured ed è una variante di quello scritto da Gérôme Dexheimer.
L’ho sviluppato perché nelle mie prove, con il connettore originale, una domanda espressa in modo semplice produceva una risposta generica e Claude a volte la completava con informazioni che non stavano nei documenti. In quei casi nel testo finale non si distingueva più cosa veniva dalle fonti in Gemini Notebook e cosa dall’intervento di Claude. Il mio connettore contiene istruzioni che portano Claude a trasformare ogni domanda in una richiesta strutturata, che chiede di usare solo i documenti del notebook, di citare la fonte di ogni affermazione e di dichiarare quando un’informazione non c’è. È il principio della richiesta completa del secondo articolo, applicato in automatico. Come ci sono arrivato l’ho raccontato in un articolo su ai-know.pro.
È un connettore locale, quindi gira sul computer che lo ospita. Richiede un account Google collegato con Gemini Notebook, è open source e si scarica gratuitamente da GitHub.
3. Lavorare senza presidio, le pianificazioni
Una pianificazione è un lavoro di cui si programma la ripetizione automatica a una cadenza stabilita. Chi usa Claude descrive il lavoro e la cadenza, poi Claude lo esegue da solo a ogni scadenza. Le cadenze disponibili sono ogni ora, ogni giorno, ogni settimana e nei giorni feriali. Una pianificazione si può anche avviare a mano.
Per una biblioteca gli usi possibili sono, per esempio, questi:
il monitoraggio settimanale dei bandi aperti per le biblioteche, con la scheda di ciascuno compilata dalla skill per l’analisi dei bandi descritta nel terzo articolo;
il riepilogo settimanale delle attività che il personale registra in un foglio condiviso su Google Drive;
la rassegna periodica delle notizie su un tema che la biblioteca segue, per esempio l’accessibilità.
Nel primo esempio la lettura che si faceva su un singolo avviso diventa un lavoro che si ripete ogni settimana e che trova gli avvisi nuovi senza che qualcuno li cerchi. I risultati si controllano comunque nei modi descritti nel secondo articolo.
Le pianificazioni girano da remoto, quindi partono alla loro cadenza anche con il computer spento o con Claude Desktop chiuso. Usano i connettori, le skill e i plugin installati e possono lavorare sia sui file salvati nell’account Claude che su quelli locali. Quando ha bisogno di file o programmi del computer, una pianificazione parte solo se il computer è acceso e Claude Desktop è aperto.
Le pianificazioni richiedono un piano a pagamento. Si creano chiedendolo a Claude in una conversazione oppure dalla voce «Pianificate» del menu in alto a sinistra. Dalla stessa voce si rivedono i risultati e ogni pianificazione si può modificare, sospendere o eliminare.
4. Costruire, il vibe coding
Il vibe coding è il modo di costruire un programma in cui il codice lo scrive Claude. Chi lo usa descrive a parole cosa vuole ottenere, prova il risultato e chiede le correzioni, anche senza saper programmare.
Per una biblioteca lo strumento può essere un quiz interattivo per un’attività di information literacy, un foglio di calcolo con le formule per seguire le scadenze e il budget di un progetto, oppure una pagina web che presenta una collezione.
Il quiz e la pagina sono artefatti. Artefatto è la traduzione italiana di artifact, il termine usato nei primi articoli della serie. Indica un contenuto che Claude produce in un riquadro accanto alla conversazione e che si può modificare, riaprire e condividere con un link. Gli artefatti si creano con tutti i piani e si ritrovano alla voce «Artefatti» del menu in alto a sinistra. Il foglio di calcolo invece è un file, che si scarica e si apre con Excel o con un altro programma per i fogli di calcolo.
Chi costruisce uno di questi strumenti sa giudicarne il contenuto, per esempio le domande del quiz o le voci del budget, perché sta dentro la sua competenza professionale. Sul funzionamento deve fare più attenzione e prima di metterlo a disposizione di altri lo prova in tutti i casi d’uso.
Il connettore per Gemini Notebook della sezione 2 e le tre skill della sezione 7 li ho sviluppati così, descrivendo quello che volevo e giudicando i risultati, senza scrivere né leggere codice. Del metodo ho scritto in un articolo su ai-know.pro.
5. Istruzioni già scritte, le skill
Una skill contiene le istruzioni per un tipo di compito, scritte in uno o più file. Claude la usa quando serve. Il terzo articolo ne descrive due, una per le comunicazioni all’utenza e una per l’analisi dei bandi.
Quando si affida a Claude un obiettivo, le skill gli permettono di svolgere compiti complessi senza che qualcuno debba ripetere le istruzioni. La pianificazione della sezione 3 che ogni settimana compila le schede dei bandi nuovi usa la skill per l’analisi. Una skill si attiva senza che la si nomini. Claude legge prima la descrizione breve di ogni skill, che dice a cosa serve. Apre le istruzioni complete solo quando la richiesta corrisponde.
Le skill si gestiscono dal menu in alto a sinistra, alla voce «Personalizzazione», nella scheda «Skills». Il filtro «I tuoi» mostra quelle installate, il filtro «Scopri» un catalogo con skill preparate da Anthropic e da altre aziende. Prima di installarne una di altri se ne leggono le istruzioni, come per i plugin del terzo articolo.
Una skill si può anche creare chiedendola a Claude in una conversazione. Si descrive il lavoro e si allegano i modelli e gli esempi che già si usano, se ci sono. Claude fa domande su come si svolge, scrive le istruzioni e prepara il file della skill, che poi si attiva e si prova su un compito vero.
6. Claude Code, dove sta
Claude Code si usa dalla riga di comando, cioè una finestra a sé stante in cui si scrivono istruzioni di testo invece di usare menu e pulsanti, oppure dalla scheda Code di Claude Desktop. Richiede un piano a pagamento.
Anche con Chat e Cowork si ottiene codice che funziona, come mostra la sezione 4, ma Claude Code è pensato per chi sviluppa software per mestiere e lavora dentro un progetto che esiste già e cresce nel tempo. Chi lo usa ha a disposizione gli strumenti della professione, per esempio le prove automatiche che verificano il funzionamento dopo ogni modifica e il controllo di versione, cioè il registro delle versioni del codice, che permette di tornare a una precedente.
7. Tre skill sviluppate con questi elementi
Le tre skill di questa sezione le ho sviluppate con il metodo del vibe coding e usano gli agenti descritti nella sezione 1. Per questo girano in Cowork. Hanno in comune un’idea, cioè affidare ruoli distinti ad agenti distinti.
Agent Sparring Partner. Serve ad allenarsi a sostenere un ruolo in una situazione a due, per esempio un colloquio, un esame orale o una trattativa. La persona interpreta il ruolo, un agente fa da controparte e un secondo agente fa da giudice e osserva lo scambio senza parteciparvi. La controparte non riceve i criteri con cui il giudice valuta, quindi non ammorbidisce le domande per favorire chi si allena. Alla fine il giudice spiega dove la persona è stata efficace e dove no. Assegna anche un punteggio sugli aspetti concordati all’inizio.
ADA, Agent Discussion Arena. Fa discutere fra loro agenti che sostengono posizioni diverse su un tema, per esempio sull’estensione dell’orario di apertura della biblioteca. Ogni agente argomenta la propria posizione e riconosce quello che c’è di valido in quelle degli altri. Alla fine un verdetto dice quale ragionamento ha retto meglio. Serve al brainstorming, cioè a esplorare una questione da più punti di vista.
ADO, Agent Discussion Output. L’ho sviluppata dopo ADA, perché chi lavora ha spesso bisogno di un documento da usare, per esempio un piano o un’analisi con indicazioni pratiche. In ADO gli agenti collaborano verso un obiettivo dichiarato all’inizio e un mediatore mette insieme i contributi e scrive il documento.
ADA e ADO si distinguono per la dinamica fra gli agenti, che in ADA si confrontano e in ADO collaborano.
Il corso non insegna a costruire queste skill. Le presenta perché sono fatte con gli elementi descritti nella serie, cioè agenti e vibe coding. Il secondo laboratorio le mostra in funzione.
8. La mappa completa
Con questo articolo la mappa della serie è completa. Il primo articolo ha distinto i posti, cioè gli ambienti in cui si usa Claude, dalle capacità, cioè quello che Claude può fare. Il secondo ha applicato la mappa a tre casi del lavoro quotidiano di una biblioteca, il terzo ha descritto le capacità che organizzano il lavoro e questo ha mostrato cosa si può fare affidando a Claude un obiettivo.
Gli elementi che servono a questo sono cinque.
I connettori. Collegano Claude ai servizi esterni e ai programmi del computer;
Le pianificazioni. Ripetono un lavoro a una cadenza stabilita, anche a computer spento se non usano file locali;
Il vibe coding. Permette di costruire uno strumento descrivendolo a parole;
Le skill. Contengono le istruzioni per un tipo di compito, che Claude usa da solo quando servono;
Gli agenti. Sono istanze separate di Claude a cui Claude affida una parte del lavoro e oggi funzionano in Cowork e in Claude Code.
L’ecosistema continuerà a cambiare, la distinzione fra posti e capacità serve a collocare le novità quando arrivano.
I due laboratori online del corso servono a mostrare in modo pratico quello che i quattro articoli hanno raccontato.
Questo articolo è parte di una ciclo di approfondimenti in quattro uscitee prevede anche un laboratorio che si terrà a novembre 2026 in due appuntamenti on line. Qui tutte le informazioni
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