Venritrovate e benritrovati professionisti delle biblioteche!…
La scuola è finita, l’estate è iniziata ma non vi lascio, sempre qui a dare suggerimenti – non richiesti, eheh, ma spero apprezzabili – per affiancarvi nel vostro continuo percorso di formazione professionale su contenuti digitali. Tutto è finalizzato, lo ricordiamo, ad attirare nuovo giovane pubblico in biblioteca…quel pubblico che non prenderebbe mai in mano un libro perché è abituato ad avere in mano da sempre uno smartphone.
Da quanti anni ricerco app, storie e giochi interattivi, e in tempi recenti mi sono davvero resa conto del patrimonio a nostra disposizione e di quanto poco sia sfruttato nelle biblioteche per la costruzione di proposte di laboratori, per l’educazione digitale di adulti e bambini o per la condivisione di queste risorse. Siete, anche per il digitale, un avamposto culturale.
Il mio lavoro di esplorazione e analisi delle app negli store è all’apparenza un lavoro solitario, nella realtà mi trovo costantemente circondata da farfalle, dinosauri, tigri, cani, civette, lumache, fiori, topolini…e anche bambini, fate, investigatori, maghi, ladri, corsari, musicisti, giovani donne, e meravigliosi personaggi di fantasia! Personaggi che nelle app giocano, che si raccontano, che vivono la quotidianità, che accompagnano nell’apprendimento o che ci trascinano nelle loro avventure.
Oggi, per la rubrica Miscuglio vi porto tra pirati, scimmie e una figura deliziosa, poetica e surreale
Quindi subito le presentazioni ufficiali cominciando da un’app splendida, divertente, intuitiva, ideale per bambini dai 6 ai 9 anni; se rivolta invece a bambini di 5 o 6 anni, suggerisco l’esplorazione affiancata adulto-bambino, proprio per l’importanza centrale della presenza dell’adulto nella condivisione del digitale con i più piccoli, ricordate il buon consiglio?

– Si tratta di WeARGHPirates di Avokiddo, editore effervescente,
qui per Android, qui per iOs.
Moltoooooo divertente, ottimamente illustrata, con pertinenti effetti sonori, è una storia di pirati affamati di tesori e trascina i bambini in un’esperienza di gioco avventuroso a enigmi, è ben sviluppata nell’architettura di gioco e nella costruzione dei passaggi logici. Lasciate che i bambini si facciano coinvolgere nella ricerca delle gemme preziose su un’isola deserta…che spasso!

La mappa del tesoro e gli indizi non possono certo mancare e sono tutti da seguire…insomma, un classico intramontabile qui in stile Indiana Jones, un’avventura esilarante con colpi di scena ed enigmi da risolvere tra vulcani in eruzione, lanci con la fionda da calibrare al meglio, temibili piovre tentacolari e grandi risate da condividere con questa strampalata ciurma di pirati interattivi. Salpate e divertitevi!



– Secondo suggerimento di oggi è Scimmia col cappello dello studio tedesco Fox&Sheep, un’app sgargiante, insolita, coinvolgente e sicura che si presta ad essere facilmente integrata in attività laboratoriali grazie alla versatilità del tema giocoso e all’analisi delle tavole del noto e pluripremiato autore e illustratore Chris Haughton (suoi i titoli Oh no, George! e Oh, oh!) proprio a beneficio di un’educazione all’immagine. Ideale dai 4 agli 8 anni

Ne parlo dopo aver risolto una domanda che mi irritava da qualche giorno, ovvero, come è possibile che nelle app le scimmie siano prevalentemente associate alla forza brutale o siano rappresentate aggressive, sterminatrici e nemiche del genere umano? Ci sono una valanga di eccezioni naturalmente, fra cui scimmie che contano le banane… ma davvero è tutto qui, è solo questo l’orizzonte dei contenuti possibili?
E poi mi è tornata in mente lei, proprio la Scimmia col cappello e ho trovato la pace.
Questa sì che è un personaggio positivo, simpatico, che nello sviluppo interattivo dell’app svolge attività quotidiane in ambiente domestico, balla, canta, riceve (da noi) messaggi sul cellulare, legge storie in poltrona ma, di fatto, è sempre alla ricerca di compagnia, ovvero di un bambino (il bambino lettore/fruitore) per avere un compagno di giochi da coinvolgere. Particolarmente spiritosa, ad esempio, quando chiede la nostra collaborazione giocando a nascondino oppure quando ci telefona (bella sorpresa!) È qui per Android (a piccolissimo prezzo), poco di più
per iOs qui; inoltre è in 14 lingue tra cui l’italiano pertanto spostandovi da una lingua ad un’altra potrete favorire anche l’apprendimento e l’esercizio linguistico.

Infine, una perla, gentile e poetica che mette in scena un cambio di vita
– È l’app BOUM! dell’editore interattivo Les inéditeurs
qui per Android
qui per iOs nasce per tablet e si apre con una sequenza fluida con note sparse, soffio del vento, sassofono e xilofono, suono di una sirena, gracchiare di rane.
Attraverso lo schermo si entra subito, immersivamente, in un mondo grafico e sonoro senza parole, una lunga striscia.
Entriamo così nella notte di una città, nella stanza e nella vita del protagonista, un personaggio dapprima indecifrabile


Lo scorrimento orizzontale da destra verso sinistra senza la sensazione delle pagine, crea un vero piano sequenza. Le immagini e i suoni raccontano, in modo esclusivo, la storia.
Dopo i suoni del risveglio, il ritmo cambia, si fa più lento e cadenzato, sa di abitudine, di routine, la doccia, la colazione e quell’uomo con la bombetta, nel nero e nel bianco del suo ambiente monotono sembra non riservare sorprese e non aspettarsi niente, un uomo qualsiasi che si sveglia, si alza, si veste si lava, fa colazione, c’è un’eco alla poesia di J.Prévert Déjeuner du matin…
Poi esce per andare a lavorare.


Nelle auto l’umanità al volante è anonima e digrigna i denti già di primo mattino, l’uomo guarda in basso, sempre a testa china, è una persona che non alza lo sguardo forse pensa non ci sia nulla di bello da vedere o pensa di non meritare niente. Non osa.
Si incammina e il suo passo si fa felpato…sono passi nella neve, attutiti, scricchiolanti.
Improvvisamente, nella sua indifferenza fa breccia un fiocco di neve che gli si poggia sul naso, egli solleva la testa al cielo, alla nevicata che sta coprendo il suo solito tragitto (grande la resa di stupore e disorientamento nell’immobilità della tavola in rosso-bianco e nero).
Da uno stato di alienazione al fragore del mare, sulle nuvole gambe all’aria, e lui piantato lì in cielo si sgranchisce la schiena, solleva la testa e guarda lo spazio immenso che lo circonda, i gabbiani strillano e sorride. Finalmente il personaggio ha gli occhi.
Per scelta sto saltando dei passaggi importanti, per affidare a voi lo stupore e il ribaltamento emotivo dello sviluppo narrativo
Dobbiamo passare attraverso questo straniamento narrativo esistenziale per ritrovare noi stessi? E’ un passaggio obbligato?
Per l’uomo con la bombetta in testa, forse, è così e gli si apre un nuovo mondo di scale, di porte, di direzioni, di piani possibili e di vertigine di colore. Si pone nuove domande, sembra felice.
Il seme della rivoluzione è ormai in lui, la ribellione, la consapevolezza, la libertà, la nuova prospettiva di vita; è del flauto l’idea della liberazione, lo strappo, lo sconquasso, la distruzione dei simboli di una vita che non vuole più…ed è BOUM !
Un raffinato racconto digitale di formazione, psichedelico, folle, liberatorio, gioia, rivoluzione nel sorriso finale.
Io ne ho data questa interpretazione ma vi è spazio per l’individuale immaginazione, altre letture, altre storie.
Che a esplorarla siano i ragazzini o gli adulti, quel che c’è e che resta di eccezionale è la sensazione irrinunciabile di Boum!
Buon lavoro con le nuove app da adattare all’età del pubblico o da suggerire liberamente per l’estate!
Giulia Natale
