Susanna Aruga, in questa nuova uscita delle su rubrica Social Bignami ha realizzato per noi un utile glossario per padroneggiare sempre meglio questo potente fenomeno di promozione alla lettura che è il BookTok
Se entrate oggi in una biblioteca e sentite un lettore parlare di una “TBR infinita”, non allarmatevi: non è un linguaggio in codice, ma il linguaggio universale del BookTok, di cui abbiamo avuto modo di parlare in più di un’occasione.
Per voi bibliotecari, colmare questo, normalissimo, gap comunicativo non è solo un esercizio di aggiornamento, ma una strategia preziosa per connettervi con l’utenza più giovane.
Ho pensato quindi che una guida pratica ai termini essenziali del BookTok potesse esservi utile per navigare le conversazioni in sala (e online).
BookTok: gli Acronimi Essenziali
C’è un acronimo per riassumere i libri che si hanno intenzione di leggere, uno per parlare dei personaggi dei libri e anche uno per definire i libri che non sono stati portati a termine.

Altri termini e modi di dire diffusi nel BookTok
Oltre agli acronimi, il BookTok è pieno di altri termini e modi di dire che sono ormai entrati nel linguaggio corrente dei lettori che frequentano questo mondo, giovani o meno. Come, ad esempio:
- Annotating (in italiano annotazione): la pratica di evidenziare e aggiungere piccoli post-it ai libri, per segnarsi momenti importanti nella storia, frasi memorabili, eccetera.
- Mood Reader: lettori che scelgono cosa leggere in base allo stato d’animo, non seguendo una lista predefinita.
- Pila della vergogna: è il termine italiano più famoso e divertente per indicare la “TBR pile” (la pila di libri comprati e mai letti). È un’espressione tutta italiana che indica il senso di colpa del lettore che accumula libri in modo compulsivo.
La magia dei libri che viaggia sul BookTok ha anche creato delle pratiche comunitarie che le persone condividono sui social, come le Readathon, ovvero le maratone di lettura in cui ci si sfida a leggere quanto più possibile in un arco di tempo limitato, o semplicemente ci si dà un tempo limitato per leggere e dedicarsi del tempo. Ma anche il “Buddy Read”, ovvero due o più persone che leggono lo stesso libro contemporaneamente per discuterne man mano, un vero e proprio compagno di lettura.
I “Tropes” : quando le categorie di suddivisione dei libri diventano emotive
Nel catalogo tradizionale siamo abituati a cercare un libro per autore, titolo o tipologia di testo, ma sul BookTok (e di conseguenza nelle quarte di copertina dei libri), la catalogazione si fa maggiormente emotiva: entrano in gioco i tropes. Un trope, tropo in italiano, non è altro che un tema, un espediente narrativo o una dinamica ricorrente che il lettore ha imparato ad amare.
E che, conseguentemente, ricerca nei libri che vuole leggere.
Per voi, capire i tropes significa saper rispondere a domande come: “Avete qualcosa con uno ‘Slow Burn’?” o “Cerco un libro ‘Enemies to Lovers'”. Ecco i più richiesti:

I lettori che usano questi termini non stanno cercando un genere letterario classico (come “fantasy” o “giallo”), ma una specifica esperienza di lettura. Un utente che chiede un “Found Family” potrebbe essere aperto a leggere sia un fantasy che un romanzo contemporaneo, che un classico, purché la dinamica centrale sia quella.
Imparare a dialogare attraverso i tropes significa trasformare la biblioteca in un luogo capace di intercettare il desiderio profondo del lettore, offrendo un servizio di orientamento che va oltre la semplice classificazione Dewey, arrivando dritti al cuore del piacere di leggere.
Perché è importante conoscere questo nuovo linguaggio?
Integrare questo lessico nel vostro bagaglio professionale vi permetterà di comprendere meglio le nuove generazioni, abbattendo le barriere generazionali e offrendo così un servizio ad hoc, cosa che è, volenti o nolenti, imprescindibile nel 2026.
Il mondo dei libri è in continua evoluzione: accogliere il linguaggio del BookTok è il primo passo per rendere la biblioteca non solo un luogo di conservazione, ma un centro culturale vivo e al passo con i tempi.
