Un nuovo articolo di Giulia Natale per la Rubrica Miscuglio
Benritrovate bibliotecarie e bibliotecari,
felice di raggiungervi con sapide nuove scoperte da aggiungere al bottino digitale per dar vita a momenti di confronto e di condivisione con gli utenti della biblioteca.
Tra febbraio e marzo mi sono dedicata alla ricerca sugli store, guarda qui, cerca là, questa forse no, quest’altra wowwww… non ho idea di cosa sia successo ma devo ammettere che dopo aver sperimentato una montagna di nuove app, ho avuto soddisfazione per la qualità di ciò in cui mi sono imbattuta, a poco a poco le vedremo. Naturalmente, mi sono presa anche qualche sola per il gusto del rischio…ma sappiamo che fa parte del mestiere e di certo non le riferirò in questa sede.
Torniamo a una domanda storica, un gran classico ormai delle nostre indagini fra contenuti, risorse e linguaggi:
Cosa ce ne facciamo delle App e del digitale in biblioteca?
Ben conoscendo l’importanza del ruolo del bibliotecario quale professionista centrale nel collegamento fra libri, cultura e territorio, fra conoscenza, apprendimento e pubblico, da sempre proponiamo un approccio pratico per un’esperienza concreta; lo facciamo non solo segnalando App ed evidenziando le tante differenti tipologie ma sostenendo le possibilità di utilizzo immediato e le proposte di progettazione di laboratori fra linguaggi volte a coinvolgere bambini, ragazzi e famiglie con tutti i mezzi a nostra disposizione, creativi e innovativi.


È ormai ampiamente diffusa – da parte di enti e istituzioni museali – l’adozione di tecnologie, talvolta con percorsi divulgativi specifici, talvolta con informazioni aggiuntive tra aneddoti, testimonianze, didascalie, dati, corredo sonoro e Realtà Aumentata fino a esperienze immersive tattili, uso di visori, in sostanza tutti strumenti che agevolano e migliorano la visita, risorse inoltre gradite al pubblico.

A questo proposito oggi porto alla vostra attenzione Cadentia Farnese, qui per Android, qui per iOs, realizzata dallo studio indipendente We Are Muesli (da memorizzare, lavorano molto bene e sono attivi nella comunità internazionale del gaming) in collaborazione e per conto dell’Ambasciata di Francia in Italia, che, con l’École française di Roma, ha sede in Palazzo Farnese.
Ogni storia inizia con il lancio di due dadi, virtuali… ça va sans dire e si conclude con l’immagine frutto della combinazione delle risposte date nei dialoghi.

È un’app ben strutturata dal convincente sound design, illustrata con coraggio e stile in colori sgargianti in una composizione di elementi che compaiono progressivamente in seguito alla nostra partecipazione attiva all’ episodio.
Dodici gustosi episodi su una struttura a dialoghi che lascia scegliere al lettore/giocatore con quale risposta procedere (quando la riga si presenta in giallo)
È un gioco narrativo per entrare in confidenza con il palazzo, fra le sue mura dal passato fino a oggi, per origliare, ascoltare, scoprire segreti e conversazioni scambiate in quelle stanze e, con un po’ di immaginazione, attraversare le epoche vissute dall’edificio, per percepirlo vivo!
Non è un’esperienza di visita, è un grafic novel che attira e alimenta il desiderio di scoprire l’imponente edificio e la sua storia. Portate quindi in biblioteca questo splendido palazzo cinquecentesco attraverso le dodici storie, basta lanciare i dadi!



Per continuare a viaggiare sperimentando la tecnologia per appassionarsi all’arte, all’architettura e alla storia, ci spostiamo da Roma a Caserta, il passo è breve, neanche 200 km, ma su un tablet ancora meno: chiudere un’app, aprirne un’altra.
In questo caso, apriamo l’app One day at Reggia di Caserta, qui per Android, qui per iOs, dello sviluppatore TuoMuseo, già ricordato nel corso di analisi e di formazione sulle App. Questa è una fra le sue più recenti produzioni della quale non vi avevo ancora parlato.

Ci troviamo nel 1780, Ferdinando IV può finalmente inaugurare il nuovo palazzo e noi possiamo seguire avvenimenti storici, addentrarci nel Parco Reale e negli ambienti per cercare-trovare-raccogliere oggetti, documenti e dipinti nelle illustrazioni in 3D; One day at Reggia di Caserta infatti è un’avventura a puzzle che prevede tanta esplorazione, molto scenografica, ci porta nella storia del palazzo, dalla dinastia dei Borbone al periodo napoleonico, dalla firma della Resa di Caserta nel 1945 dopo la Seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri.
La Reggia è lì, maestosa ed elegante, patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO, ed è qui da conoscere in versione interattiva immersiva, di ispirazione grazie all’interazione con i personaggi e agli spostamenti fra sale, tesori, vita e collezioni d’arte.
Si imposta la lingua Italiano/Inglese, si capisce come procedere usando icone e comandi e si gioca. La colonna sonora contribuisce al fascino dell’esperienza.
Dopo aver molto appreso grazie al gioco e al divertimento, avrete un’indomabile voglia di visitarla dal vero ed è ciò che vi auguro di programmare.
Per ora vi invito a segnalare entrambe le app agli utenti della vostra biblioteca, sono gratuite, e a suggerirle agli insegnanti come contributo non convenzionale allo studio della storia e dell’arte.
Buon lavoro con il patrimonio culturale e la tecnologia!
Giulia Natale
