Riparte Miscuglio la rubrica tra carta e digitale di Giulia Natale
La grande storia di un piccolo tratto di Serge Bloch, il libro e l’app
Benritovat* cari bibliotecari,
con l’articolo di oggi riprende, anche per questo nuovo anno, la rubrica Miscuglio che ci ha fatto scoprire, esplorare e maneggiare già tante risorse per bambini e ragazzi da utilizzare in biblioteca in modo innovativo fra carta e tecnologia.
Sono molto contenta che il nostro lavoro insieme continui, ma le raccapriccianti notizie di politica nazionale e internazionale non aiutano a tenere alto l’umore. Che importanza può avere il digitale in un clima così critico?
Persino il corteo pacifico in difesa dello sgombero di Askatasuna, lo storico centro sociale, e l’adesione solidale della cittadinanza contro la militarizzazione del quartiere Vanchiglia, sono state raccontate da larga parte della stampa in modo fuorviante, per cui mi rendo conto che l’entusiasmo nel raccogliere app e attività, a tratti vacilla…
In realtà, riflettendo con calma, penso che il nostro ruolo e la nostra responsabilità in una comunità educante è forte solo se lo percepiamo vivo, reale e pragmatico, se non ci lasciamo frenare dalla paura e se portiamo avanti istanze di condivisione, di divulgazione e di istruzione, inclusive, creative e aperte.

E quindi sì, ricomincio con rinnovato entusiasmo e vi propongo un libro e un’app strepitosi, dai 5 anni in su!
Mi riferisco a La grande storia di un piccolo tratto del grande autore francese Serge Bloch, pubblicato in italiano da Edizioni Clichy, qui l’app per iOs in sette lingue fra cui l’italiano.


In tanti abbiamo già amato Io, aspetto! altra sua pubblicazione insieme a Davide Calì la cui trasposizione interattiva è stata uno dei migliori esempi di conversione da un linguaggio (testo/illustrazioni) ad un altro (testo/illustrazioni/movimento/sonoro), in altre parole da un supporto ad un altro.


Devo riconoscere che anche in questo caso il risultato è lodevole e l’effetto efficace e immersivo.
Ma andiamo in ordine partendo dalla storia raccontata dall’albo con due personaggi esclusivi: un bambino e un “piccolo tratto”
Un bambino durante una passeggiata si imbatte in un trattino, un pezzettino di un niente (cit.), un incontro insolito, metaforico e poetico, suggestivo.
Il bambino se lo infila in tasca al pari di un sasso, una conchiglia o una piuma, lo porta a casa e non ci pensa più.
“Un giorno, senza farci troppo caso, l’ho appoggiato su una pagina del mio quaderno.
E lui si è mosso appena…” Da questo momento ha origine l’esistenza vivace del trattino che si relaziona con il bambino in un dialogo continuo fra i due, in avventure condivise di grande intensità, diventando amici inseparabili sia di ricerca artistica sia esistenziale.
Intanto il bambino cresce e con lui anche il tratto. Insieme fanno sognare i bambini, faranno ridere, piangere, faranno emozionare nel corso della loro vita insieme.
Fra i due si instaura un rapporto forte, talvolta lieve, talvolta burrascoso, così come viene vissuta l’energia creativa da tanti artisti; una compagna di vita magica, inquieta e inscindibile.

L’età avanza per entrambi, il bambino è ormai un signore attempato e siamo alla conclusione, ma non svelo il finale delizioso e onesto, affidato (come è la cifra di Serge Bloch) a poche linee e a un grande respiro.
Al termine, un elenco potenzialmente infinito di pittori, illustratori e artisti è il mondo a cui Bloch dedica questa sua pubblicazione.
Veniamo ora all’analisi dell’app. Perfetta, coinvolgente, semplice e maestosa nella soluzione dei passaggi animati che veicolano la nostra indispensabile partecipazione attiva tramite i nostri disegni. Nessun timore, non è richiesta alcuna abilità tecnica, anzi, è un positivo invito a osare, è una spinta ad intervenire e per chi necessiti di un sostegno per il disegno, è presente il tratteggio della sagoma.

La storia su supporto digitale interattivo segue letteralmente e dolcemente lo sviluppo su carta presentando tensione aggiuntiva affidata a vari elementi:
- alla varietà della colonna sonora
- alla voce che ne dà lettura (lo sottolineo, in 7 lingue, in italiano ha una gustosa cadenza francese)
- alle animazioni (si generano autonomamente, come per un video)
- alla potenza irresistibile dell’interattività che porta avanti la storia solo con il nostro intervento creativo.

È una grandissima gioia narrativa in una forma innovativa di racconto.
L’ideale, dal mio punto di vista, quando la narrazione per smartphone e tablet non è originale (cioè quando ha alle spalle, come in questo caso, un libro da cui proviene) è cimentarsi con bambini e ragazzi nel confronto fra linguaggi.



Cosa si perde, cosa si guadagna sui differenti supporti? L’attività comparativa, infatti, innesca la capacità di elaborare riflessioni e articolare il pensiero critico.
Altro suggerimento è l’analisi delle due pubblicazioni, sia cartacee sia digitali, di Serge Bloch per un approfondimento del suo stile e del suo modo di raccontare.
Oppure, ancora, si potrà partire dalla tavola in cui il trattino è di sostegno al bambino nell’affrontare i bulli per avviare una riflessione sulle soluzioni creative per difendersi.
Spunti e materiali nelle nostre mani e dita… non mancano, buon lavoro!
Giulia Natale