Salon du Livre et de la Presse Jeunesse 2025 fra carta e digitale, un nuovo articolo di Giulia Natale per la rubrica Miscuglio
Ben ritrovate e ben ritrovati bibliotecari, e un rinnovato benvenuto a chi inizia a seguirci e a leggerci.
Dicembre è ormai avviato, nelle strade e nelle vetrine si riversano le luci e mi piace immaginare le vostre biblioteche addobbate per le feste in atmosfera natalizia.
Questo è l’ultimo articolo per il 2025 e, come tradizione vuole, lo dedichiamo al report da un Salone che in Europa ha un peso importante… non è la Fiera del Libro di Francoforte (Frankfurter Buchmesse), non è neanche la Bologna Children’s Book Fair, ma è un evento che nel panorama editoriale francofono ha un peso storico e in Francia è una manifestazione attiva e attesa.


È il Salon du livre et de la presse jeunesse en Seine-Saint-Denis a Montreuil, Parigi, alla sua 41esima edizione, quest’anno ispirata al tema L’Art de l’autre (tema declinato da 4 artisti in 4 mostre immersive e sensoriali) un salone che resta ostinatamente legato alla struttura del Palazzo dei Congressi di Montreuil.
La storia della nascita e dello sviluppo del SLPJ – Salone del libro e della stampa per giovani è molto interessante per ragioni culturali e politiche ma purtroppo non possiamo approfondire in questa sede. Rilevo invece che il numero degli editori presenti è talmente cresciuto in questi anni da rendere poco adeguata la struttura ospitante – non ci entrerebbe più neanche uno spillo – con conseguente ridotta godibilità dei libri e degli incontri. Imperversano classi di scuola, si creano accampamenti raso terra per la pausa pranzo e un gran trambusto. Nonostante ciò resta un luogo felice, democratico e enegico, che dispensa fascino e novità.
Venendo ora all’oggetto del nostro specifico interesse per questa Rubrica – ovvero lo sguardo al digitale e alle possibili connessioni fra linguaggi – è indispensabile una premessa: la Francia è stata fra i primi paesi europei a produrre contenuti interattivi e app per bambini e ragazzi (già tredici/quindici anni fa se ne trovavano di straordinarie), le politiche governative a sostegno della creatività hanno supportato la diffusione del digitale indipendente finanziando i progetti di tanti artisti e animando dibattiti intorno al numérique a scopo informativo e divulgativo. Vinte le iniziali resistenze, attualmente le app in Francia sembrano essere sdoganate, entrate nella consuetudine. Una fruizione entrata nella quotidianità e nessuno si stupisce.
Ho ritrovato con piacere alcune case editrici che seguo da tempo, tutte cariche di novità. Lo stand confortevole tra cuscini e cuffie di Lunii attira adulti e bambini; questo editore infatti si è dedicato alla produzione di FLAM un lettore audio interattivo con audiolibri, canzoni, filastrocche. La sua fabbrica delle storie vanta oltre 500 titoli in catalogo con nuove uscite ogni mese per farsi ascoltare dal pubblico dai 3 ai 12 anni, passando dai classici agli eroi contemporanei promuovendo così l’autonomia e l’attività dei bambini nell’ascolto.

La loro app (omonima, qui per iOs, qui per Android) serve per semplificare e gestire tutti i contenuti. È un narratore naturale, da portare sempre con sé anche per la funzionalità registratore per dare alle storie la voce di chi si vuole!
Altro incontro speciale è stato con la piattaforma dell’editore Bayam Jeunesse La plateforme des enfants che propone la propria declinazione per un’educazione al digitale consapevole, graduale e con contenuti adatti all’età invitando ad ascoltare leggere, guardare, creare e giocare in un ambiente sicuro con contenuti di qualità dai 3 ai 10 anni, ricca e convincente.
Ciò che, ogni anno, risulta per me impressionante e invidiabile, è l’ampia disponibilità di riviste per bambini e ragazzi dai 3 ai 15 anni.
La copertura dei temi trattati è pressoché totale, storie senza parole e racconti a fumetti sulla storia, divulgazione scientifica e giochi di parole, vignette e articoli sulle prime difficoltà preadolescenziali, relazionali e amorose. Fra sport, vita a scuola, famiglia e sentimenti, queste riviste risultano ben confezionate, ben impaginate, stampate su carta decorosa, colori e formati curati.
In sintesi, si percepisce il fermento e la solida intenzione di promuovere la lettura anche tramite la trattazione degli argomenti più vari per giovani e giovanissimi.
Infine, per il nostro lavoro di ricerca per la progettazione di attività miste (carta e digitale) da svolgere in biblioteca, non mi sono lasciata sfuggire il cartonato Cache-Cache Camouflage di Marine des Mazery edito da L’Apprimerie.


Oltre che per l’ideazione e la composizione del progetto editoriale, questo titolo ci interessa perché bene si connette con l’elegante albo Nascondino di Silvia Borando pubblicato da Minibombo, e da mettere in relazione poi con le app Find Cats di Absolutist Ltd o, meglio ancora, con Under Leaves di Circus Atos qui per IOs, qui per Android (la prima gratuita, la seconda a piccolo prezzo). Affiancare queste risorse su supporti differenti consente di sviluppare attraverso il gioco, l’attenzione, la concentrazione e la capacità di riconoscere e contare forme o animali.


In conclusione segnalo un bellissimo lavoro presentato qui al Salone, progettato e realizzato dagli studenti del Master JMIN (Jeu et Médias Interactifs Numériques) della Scuola Cnam-Enjmin di Angoulême.
Si tratta del videogioco narrativo misto fisico e digitale Spailpin – Between Pages che esplora i temi del lutto e dell’eredità familiare, un rompicapo phygital? Una storia immersiva? Lo trovate free, magari da provare durante la pausa natalizia, ne parleremo ancora!

Buon lavoro e buone Feste!
Giulia Natale