Che gioia tornare sulla rubrica Miscuglio, dedicata a voi, alla vostra professione e all’aggiornamento intorno al digitale con focus sulle app e sui contenuti interattivi da proporre in biblioteca.
Chissà se avete scoperto qualche nuova utile app da condividere con i colleghi? L’invito è sempre valido e la condivisione – in questa spazio – è benvenuta!
Settembre ci offre tante novità, come sapete la ricerca che svolgo è finalizzata a suggerire App interattive che possano ben inserirsi in percorsi narrativi e attività laboratoriali per accogliere direttamente in biblioteca oppure per portare proposte nelle scuole, favorendo così, in accordo con gli insegnanti, la trattazione di temi specifici.

Oggi ho orientato la ricerca su un argomento di incredibile fascino in quanto riguarda tutti noi, nessuno escluso, è la memoria, qui non intesa nell’espansione di memoria collettiva o storica, ma memoria individuale, soggettiva.
Gli studi scientifici e psicologici sulla memoria si sviluppano intorno alla sua generazione, alle meccaniche di funzionamento, ma anche sulla costruzione dei ricordi, la durata, la rielaborazione, la perdita, la distorsione…e sono un campo di indagine, a mio avviso, immensamente interessante perché, sebbene ci siano teorie molto avanzate sulle modalità di immagazzinamento da parte dell’individuo di dati e di esperienze, è pur vero che molti aspetti dei processi mnemonici sono ancora oscuri. Studiarli serve per capire come apprendiamo (in senso esteso), come mettiamo in relazione i fatti e cosa succede quando ricordiamo.

Tutto questo per dire che le due app di oggi sul tema della memoria e dei ricordi sono molto differenti e ci offrono materiale interessante a tanti livelli. Per la complessità del tema, penso che il pubblico di riferimento sia di ragazze e ragazzi dalla scuola secondaria di primo grado, in base al loro interesse.
Imperdibile e fonte di grandissima ispirazione per un percorso sulla memoria è l’app Hindsight Game, qui per iOs, di Annapurna Interactive (già sviluppatore della deliziosa Florence) che anche in questa caso è riuscito a conferire un tocco speciale di delicatezza combinato con un’ammirevole interattività.

Hindsight Game viene definito gioco narrativo ma tale definizione non rende la totalità dell’esperienza interattiva e immersiva in cui veniamo risucchiati. La trama di per sé è minima: una donna (di fatto noi, noi che esploriamo l’app), già anziana, rivede e rivive la sua vita dopo la scomparsa di sua madre ripercorrendo le tappe della sua esistenza attraverso gli oggetti. Sono proprio gli oggetti con il loro potere evocativo, quotidiani, familiari, infantili o straordinari a creare in lei la connessione con il tempo passato e la rappresentazione del ricordo che ne ha conservato.
Se utilizzare gli oggetti per far scaturire i ricordi non è un’invenzione originale, lo è invece la sbalorditiva resa narrativa, la dolcezza del procedere, la fruizione lenta tra suggestione e scelta dei colori, tra colonna sonora delicata e interazione estremamente coinvolgente. Si possono sostenere i ragazzi nello sviluppo dell’empatia con un’app? A una delle domande più toste della moderna pedagogia risponderei che questa app è sulla buona strada per farlo. Qualcuno ne sarà suggestionato, altri incuriositi, l’invito ai ragazzi – dopo aver condiviso l’app – è immaginare quali oggetti abbiano per loro lo stesso significato che hanno per la protagonista, dei mezzi, dei mediatori di ricordi e di costruire una breve narrazione sulla traccia dell’app (o, perché no, un video).
Nell’atmosfera commovente e mai melensa di Hindsight Game ci sono tanti elementi cui attingere, oggetti che si fondono con ricordi e sogni in una storia che ci coinvolge tutti.

La seconda app è di tutt’altro genere, non sembrerebbe neanche pertinente…invece, c’è il trucco.
Si tratta di L’Albero dei ricordi (qui per Android, qui per iOs, dello sviluppatore Hayoung Koh), riconoscibile dall’icona di due alberi che sostengono la busta di una lettera con sopra un cuore. In linea di massima funziona così: ci si registra, si invia a chi si vuole il codice per poter connettersi e si inizia a rispondere separatamente alle stesse domande con la possibilità di tenere un diario della relazione secondo una traccia.
È un’app per fortificare la conoscenza dell’altro (chiunque esso/a sia), per tenere memoria di eventi condivisi, per approfondire la conoscenza dell’altro/a basata sul ricordo.

Nell’utilizzo di quest’app è vantaggioso non restringere il campo alla coppia tradizionalmente intesa, ovvero coppia amorosa, bensì estenderlo all’amicizia, a un genitore, a un fratello/sorella. Un’app divertente con due insormontabili svantaggi: la pubblicità invadente e il font orribile, il mio suggerimento è prendere il buono dell’app: lo schema di attività proposto dall’app adattandolo alla nostra proposta di laboratorio.

Cosa saremmo senza la nostra memoria, senza il bagaglio di ricordi e informazioni raccolti in una vita e in continua espansione e riduzione?
Partire da queste app per riflettere in biblioteca con gli adolescenti o con persone mature mi sembra uno spunto.
Buon lavoro con il digitale e ricordate questi suggerimenti! 😉 Ahahahah
Giulia Natale
Qui la scheda grafica riassuntiva sempre creata da Giulia Natale

