Una nuova uscita di Susanna Aruga per la rubrica Social Bignami
Negli ultimi anni, scorrendo il feed di Instagram e TikTok, è sempre più facile imbattersi in contenuti ironici pubblicati non solo da creator, ma anche da aziende, enti e servizi.
Brand di ogni tipo, dalla ristorazione al beauty e fino ai servizi pubblici, hanno iniziato a usare linguaggi leggeri, autoironici e spesso basati sui trend per raccontare ciò che fanno.
Oggi scopriamo insieme perché questo tipo di comunicazione sia tanto diffuso, vediamo qualche esempio di profili che usano l’ironia per essere più interessanti agli occhi del pubblico e come possiamo adattare questa modalità comunicativa a quella delle vostre biblioteche.
Perché l’ironia è così diffusa sui social?
Una delle ragioni principali è legata al modo in cui oggi fruiamo i contenuti: veloce, frammentato, guidato dallo scroll continuo. In questo contesto, l’ironia funziona perché cattura l’attenzione in pochi secondi, crea una connessione immediata e rende i messaggi più memorabili.
Non è solo una questione di “far ridere”: è un modo per parlare la lingua delle persone, usando codici condivisi come meme, format e audio virali. Parliamo di micro-narrazioni capaci di intrattenere prima ancora che informare.
Per le organizzazioni, questo approccio ha diversi vantaggi, permette di umanizzare il brand, ridurre la distanza percepita, aumentare l’engagement, rendere più accessibili anche contenuti complessi o poco “attraenti” a prima vista. In altre parole, l’ironia diventa uno strumento strategico per essere rilevanti in un ambiente digitale sempre più affollato.
Perché il punto è proprio questo: i contenuti ironici funzionano. Come mai?
I motivi sono svariati:
- Catturano l’attenzione rapidamente
I primi secondi di un reel o di un video TikTok sono fondamentali, cono quelli in cui le persone decidono se andare avanti a guardare e l’ironia crea subito curiosità. - Sono facilmente condivisibili
Un contenuto divertente ha molte più probabilità di essere salvato o inviato ad altri utenti, aumentando le visualizzazioni e le interazioni. - Sono relatable
Parlare di situazioni quotidiane, problemi comuni o piccoli paradossi genera identificazione nel pubblico, chi guarda si sente visto e quindi è più propenso a continuare a guardare. - Diminuisce la distanza tra istituzione e pubblico
Il tono informale rende più umano anche un servizio percepito come “serio”, senza sminuire le competenze dei suoi professionisti, ma caricandolo di personalità. - Favoriscono la memorabilità
Un messaggio veicolato attraverso una battuta o una scena resta più facilmente impresso grazie alla leggerezza del tono utilizzato.
Alcuni esempi da cui prendere spunto
Ho selezionato alcuni profili che nell’ultimo periodo hanno attirato la mia attenzione per l’uso dell’ironia che fanno all’interno dei loro contenuti social. Hanno creato dei veri e propri personaggi cui le persone si sono affezionate, ma che raccontano anche molto dello spirito con cui si lavora in quel luogo.
Il Colorificio Internazionale è una bottega di Lecco gestita da una simpaticissima signora vicina alla pensione e da suo nipote. Insieme ricreano trend e contenuti ironici per raccontare il dietro le quinte del negozio e entrare nel cuore delle persone con video che strappano un sorriso. Aiutano senz’altro a svecchiare l’idea del “colorificio” senza snaturarlo dalla sua realtà locale.

Il Ferramenta Granato di Somma Vesuviana ha creato una base follower di utenti sia su Instagram che su TikTok creando un intero piano editoriale basato sull’ironia: ogi video si apre con una domanda gancio un po’ provocatoria la cui risposta è un prodotto presente all’interno del loro assortimento. Es. propongono un fungo riscaldante per scaldare la persona con cui stiamo uscendo e che ultimamente si comporta in modo più freddo nei nostri confronti. Le risate sono assicurate – ma è evidente anche la competenza nella conoscenza dei prodotti che poi vengono spiegati nel dettaglio.

La rete bibliotecaria della città australiana di Marion utilizza i social per promuovere le attività delle biblioteche e raccontarne i servizi, alternando contenuti più leggeri e divertenti a contenuti più classici, come i consigli sui libri o il racconto per immagini degli eventi che ospitano. La protagonista di molti video è Denise, una delle bibliotecarie che lavorano nella rete. Un ottimo esempio su come si possa integrare l’ironia nel vostro settore.

Ironia in biblioteca? Ma come?
Per le biblioteche che sempre più si trovano a comunicare con pubblici diversi, spesso lontani dai canali tradizionali, questi linguaggi possono rappresentare un’opportunità davvero interessante e da non sottovalutare.
Utilizzare l’ironia non significa banalizzare i contenuti, ma trovare nuovi modi per raccontare servizi, spazi e attività, rendendoli più vicini al pubblico e fruibili. Significa, soprattutto, entrare in relazione con le persone nei luoghi (digitali) che abitano ogni giorno.
Per una biblioteca, adottare questi linguaggi non significa “fare intrattenimento” fine a sé stesso, ma:
- Rendere visibili servizi poco conosciuti in modi nuovi
attirando l’attenzione delle persone attraverso i loro bisogno e con una narrativa che è nelle loro corde (prestito digitale, banche dati, attività educative, eventi…) - Raggiungere pubblici nuovi
parliamo soprattutto di chi non frequenta già la biblioteca, ma potrebbe farlo grazie alla simpatia di chi può trovare al suo interno, le abitudini possono cambiare! - Costruire una relazione continuativa
non solo informativa ma anche emotiva, perché chi vi segue si fiderà di voi perché avete fatto breccia nel loro cuore - Promuovere la media e digital literacy in modo implicito
mostrando come si costruiscono contenuti e narrazioni, che le biblioteche non sono istituzioni vecchie, ma che evolvono insieme al mondo che le circonda - Riposizionare la biblioteca come spazio contemporaneo
capace di stare nei linguaggi del presente e di comprendere le esigenze di tutti i pubblici
Alcuni esempi di contenuto che potreste proporre
Se fossi la vostra social media manager questi sono alcune tipologie di contenuti che vi proporrei di fare in base a questo taglio ironico:
- “POV: entri in biblioteca solo per studiare e esci con 3 libri, un corso e un evento segnato in agenda” in cui vediamo il punto di vista di un utente della biblioteca
- “Quando cerchi “solo un libro veloce’ e ti perdi tra gli scaffali” idem come sopra, mostriamo cosa succede di “magico” alle persone che varcano la soglia di una biblioteca
- “Cosa succede davvero quando restituisci un libro in ritardo” in cui vediamo un bibliotecario consolare una persona disperata che sta raccontando tutta la sua vita
- Utente vs bibliotecario “Avete questo libro?” e il bibliotecario risponde “ma certo per chi ci hai presi?” porgendo tutte le versioni disponibili di quel determinato libro (che dev’essere al passo con i tempi)
Best Practice per risultare credibili
Per non forzare il tono è importante darsi delle regole di massima entro cui muoversi. Ecco un piccolo vademecum per voi:
- Non serve essere forzatamente “comici”: basta essere autentici, le persone lo capiranno
- Meglio partire da situazioni reali della biblioteca, in cui il vostro target si può riconoscere oo immedesimare facilmente
- Evitate linguaggi troppo lontani dalla vostra identità, ma anche troppo lontani dal linguaggio della piattaforma in cui vi trovate e dal pubblico cui vi rivolgete
- Testare piccoli contenuti, senza aspettarsi risultati immediati, il successo arriva con il tempo
- Curate sempre l’accessibilità dei vostri contenuti, dite una cosa ma ditela bene, non scordate i sottotitoli e fate in modo che il vostro video sia ben illuminato
- L’ironia non deve escludere o risultare ambigua, vogliamo far sentire tutte le persone accolte e non solo alcune
- Evitate temi sensibili trattati in modo superficiale
- Non tutto deve essere ironico: è molto importante mantenere un equilibrio tra informazione e intrattenimento
- Siate coerenti con i valori della vostra biblioteca e della missione della vostra professione
- Divertitevi!
Sperimentare nuovi linguaggi non significa snaturare il ruolo della biblioteca, ma ampliarne le possibilità comunicative.
In un ecosistema digitale sempre più competitivo, l’ironia può diventare uno strumento utile per raccontare servizi, costruire relazioni e avvicinare nuovi pubblici.
Anche piccoli esperimenti – un reel, un TikTok, una serie di contenuti – possono essere un primo passo per capire cosa funziona e come adattarlo al proprio contesto.
Spero di esservi stata utile!
Susanna Aruga
