Come la Fiera di cui si parla, anche per noi uno degli articoli più attesi dell’anno: il digitale alla Bologna Children’s Book Fair. Solo la nostra inviata Giulia Natale poteva selezionare il meglio per voi Biblioteche, per la rubrica Miscuglio
Buongiorno bibliotecarie e bibliotecari, sono di nuovo qui!
I mesi si rincorrono ma il nostro appuntamento mensile non perde colpi.
La primavera porta nuove suggestioni digitali, aggiornamenti e riflessioni sul mondo delle risorse interattive sia per un’individuale crescita professionale sia per coinvolgere nuovo pubblico nelle vostre biblioteche fra percorsi contemporanei e attività partecipate.
Nel settore dell’editoria per bambini e ragazzi, Aprile è un mese forte, un mese che spacca. Per le variegate professionalità del settore (illustratori, editor, scrittori, traduttori, bibliotecari, editori…) aprile, infatti, coincide con uno degli appuntamenti più rilevanti dell’anno: Bologna Children’s Book Fair, fiera internazionale di valore strategico per la compravendita dei diritti, la circolazione delle nuove proposte e l’ampio spazio dedicato a confronti tematici.
Si è svolta anche quest’anno, sempre attesa con impazienza, preparata, animata, amata, seguita, condivisa e ora conclusa. Cosa resta di quei giorni travolgenti?
A detta di molti, restano le esperienze di dialogo con autori, editori e illustratori, i nuovi orizzonti commerciali, i libri che vanno e che vengono, le croccanti direzioni di stile nel raccontare storie con le immagini nei libri per bambini e ragazzi, e alcune chicche digitali.
E, naturalmente, restano i Premi e i Premiati, e su questa rubrica ci occupiamo immancabilmente di quelli digitali
I premi riservati alle produzioni digitali si collocano nel solco della filosofia del Premio stesso, essendo incentrati sul passaggio dei contenuti da un supporto ad un altro, da un linguaggio ad un altro. Analizzarli risulta utile a tutti noi per monitorare l’andamento specifico e per raccogliere, anche in questo particolare ambito, le novità e le intersezioni possibili.
Si alzi il sipario sulla sesta edizione di Bologna Ragazzi CrossMedia Awards e sui suoi vincitori…quest’anno una selezione davvero ghiotta!
Il premio si articola in due categorie: Progetti Crossmediali e Esperienze di lettura
Ma cosa significa per la comunità di sviluppatori/editori candidarsi a questi premi?
Significa aver sviluppato, prodotto e pubblicato, un progetto narrativo che attraversa i media, ovvero che si serve del linguaggio specifico del media adottato per raccontare e diffondere la stessa storia, la stessa narrazione (con chiaramente i limiti e le differenze inerenti al media di riferimento). Significa investire, essere creativi e sperimentare.


Significa, infine, allargare la disponibilità di quel contenuto rendendolo accessibile in altri formati e in altre modalità espressive. Significa rendere possibile l’accesso a supporti diversi dal libro e, ancora, significa confidare nella possibilità di tanti linguaggi, aspetto che ai professionisti delle biblioteche sta grandemente a cuore.
Pertanto, con Progetti Crossmediali (CrossMedia Projects) si premia la progettualità che dimostra di “raccontare” con efficacia alternativa e spirito innovativo e che sposta la narrazione dalla carta dei libri per bambini e ragazzi verso altri ambienti e altre arti: cinema, audio, televisione, app, videogiochi, teatro, podcast…
In altre parole, vengono premiate tutte quelle produzioni esprimono transizioni convincenti e migrazioni valide.
Con la categoria Esperienze di lettura (Digital Reading Experiences), invece, si cerca fra le candidature la piattaforma o, in generale, la produzione digitale più riuscita, più originale nell’offrire nuove esperienze di lettura su schermo.
Da quest’anno, esiste una terza categoria trasversale (cui si accede solo se candidati nelle altre due categorie).
Una categoria esplosiva, Speciale Parità di Genere e Sostenibilità Ambientale, mi è piaciuta moltissimo, ed è volta segnalare progetti di valorizzazione e di interpretazione di questi due principi che coinvolgono ciascuno di noi e i nostri diritti.

Nella categoria Progetti Crossmediali Vincitore assoluto, lui, il grandioso, fenomenale adattamento in corto d’animazione dell’albo Zagazoo di Quentin Blake (in Italia con l’editore Camelozampa). La trasposizione animata è trainante, gioiosa, poetica e divertente quanto lo stile inconfondibile del grande maestro britannico. Illustrazioni, animazioni, musica e movimento si fondono conservando spontaneità e ironia, da non perdere
Qui potete vedere un breve filmato di presentazione e istituire subito in biblioteca una giornata condivisa a tema tra visione e lettura del libro!

La gustosissima sorpresa arriva con il Vincitore della categoria Esperienze di lettura, che premia la rivista digitale Phosphore (non a caso l’ho taggato con il suo profilo IG), dell’editore Bayard Jeunesse, dimostrando ulteriormente che la Francia sui contenuti digitali è solida, potremmo dire sempre un passo avanti.
Sappiamo quanto le riviste dedicate ai ragazzi fioriscano in Francia (al Salone di Montreuil ne ho contate una cinquantina, incredibile, fra settimanali, mensili, bimestrali) e con questo progetto digitale viene confermata la speciale attenzione.
Dalla divulgazione a tematiche attuali, dalla gestione dei social media da parte della Gen Z alle professioni del futuro, da articoli di orientamento ad approfondimenti socio-culturali su argomenti cari a ragazze e ragazzi per discutere problemi, informare e creare dibattito.
Una piattaforma magazine meticolosa e nuova. Ottimo suggerimento per francofoni, anche a scuola.
Segnalo, inoltre, che Piboco, editore digitale interattivo di albi illustrati che abbiamo conosciuto sia nelle formazioni sia in questo articolo, ha ottenuto in questa categoria la Menzione Speciale…Yippie!!!


Infine, per la categoria trasversale introdotta quest’anno, il sopraffino libro Eu, Alfonsina, di Orfeu Negro, editore portoghese specializzato in libri illustrati, albi per l’infanzia, arte e saggistica, noto e rilevante per la cura grafica e la ricerca visiva.
Ebbene, il premio a cosa è dovuto?
All’idea di installazione…infatti, la storia racconta l’avventura ciclistica di Alfonsina Strada, prima donna a correre il Giro d’Italia, pioniera della bicicletta, una donna fantastica che a 16 anni (nel 1907) fu definita la miglior ciclista italiana simbolo di emancipazione e parificazione fra sport femminile e maschile.
Ora, ciò che è stato architettato è un’originale fusione tra il racconto della sua vita e una bicicletta vera: è pedalando che si procede nella video storia adattando la velocità della visione del video alla velocità della pedalata.
Si crea così un’attività motoria coinvolgente che attiva e favorisce la conoscenza di Alfonsina.
In italia con il titolo Alfonsina corre per l’editore Terredimezzo
Qui potete vedere il video con il funzionamento di questa installazione artistica sportivo-culturale del suo ideatore
Si va avanti nella storia facendo quello che faceva Alfonsina, quante belle idee ha l’umanità!
Buon lavoro con gli spunti digitali dalla Bologna Children’s Book Fair 2026!
Giulia Natale
