Un nuovo articolo molto utile di Susanna Aruga per la rubrica Social Bignami che, oltre a fornirvi ottimi esempi di contenuti per TikTok, svela alcuni trucchi del mestiere per non perdervi nella scroll mania e ottimizzare i tempi per creare contenuti che funzionano su questo canale: per le biblioteche sicuramente un nuovo bacino di lettori
Se siete tra coloro che vedono TikTok ancora come un terreno ostile fatto di balletti e musica frenetica, mi dispiace deludervi: ma non è più (solo) quello.
Anzi! Nel 2026, la realtà di Tik Tok è orientata nella direzione opposta: la piattaforma è diventata negli anni il regno dell’infotainment, dove la competenza e l’autenticità premiano più della produzione cinematografica.
Ho pensato quindi di condividere con voi alcuni formati, tre in particolare, che possono essere un ottimo trampolino di lancio per iniziare a produrre voi stessi dei contenuti per promuovere expertise e ruolo di cittadinanza attiva delle vostre biblioteche (oltre ai servizi che offrite ovviamente).
Format #1: L’esperto parla, ma in modo accessibile
Si tratta di un formato video di semplice realizzazione: immaginate una persona in primo piano o, al massimo, a mezzo busto che parla alla telecamera per raccontarvi qualcosa di sua conoscenza.
Lo fa in modo naturale e sufficientemente spigliato da farsi seguire da chi è interessato ad approfondire un determinato tema, ma anche dai semplici curiosi che scrollano il feed.
Può essere utile per condividere:
- consigli di lettura, di visione o di ascolto (a seconda di come sia composto il vostro catalogo)
- curiosità sul vostro luogo di lavoro o su alcuni dei testi custoditi dalla vostra biblioteca o nel vostro archivio
- spiegazioni sui servizi che offrite (soprattutto se meno “scontati”)
È un tipo di format che funziona perché gli utenti cercano figure di riferimento, di cui fidarsi. Vedere il volto di chi lavora in biblioteca, ascoltarne la voce, abbatte le barriere e crea, appunto, fiducia.

Ma come realizzare questo format senza stress?
Può esservi molto utile buttare giù un canovaccio di ciò che intendete raccontare: non un copione da ripetere parola per parola, perché se non siete abituati si vedrebbe la poca naturalezza. Basteranno tre punti chiave, da segnarsi su un post-it da attaccare vicino alla fotocamera.
Cercate un punto ben illuminato, dove poter posizionare lo smartphone (davanti a una finestra andrà benissimo) e iniziate subito con centrare il tema di cui parlerete: il “gancio” iniziale è fondamentale per far rimanere le persone a guardare il video più a lungo e non scrollare oltre.
Alcuni ganci di esempio:
“Volete sapere qual è il libro più prestato del 2025? E no non è famoso sul booktok, ma vale la pena leggerlo”
“Se vi piace Jane Austen, questi sono 3 libri che amerete”
“Sapete che esiste un libro che parla solo di…”
“Oggi ho trovato una chicca in archivio che secondo me vi piacerà…”
Format #2: La micro-serie a episodi
Invece di pensare a un contenuto nuovo ogni giorno, potete creare un contenuto facilmente ripetibile con regolarità: le serie creano abitudine nei vostri follower, attirano nuovi utenti sul vostro profilo e piace molto all’algoritmo. Inoltre vi tranquillizza sul lato produttivo.
Il vostro obiettivo è costruire un appuntamento fisso, che sia facilmente gestibile per voi e piacevole da fruire per gli utenti che vi incontreranno sul feed dei per te.
Qualche esempio:
“30 giorni di incipit indimenticabili”
“Ogni martedì: il libro che ha cambiato la vita a un nostro utente”
“Il lunedì del libro illustrato”
“Le novità arrivate in biblioteca”

Come realizzare questo format?
Scegliete un momento della vostra settimana in cui registrare: se si tratta di un appuntamento settimanale vi basterà registrare, editare il video e pubblicare, se invece è un appuntamento quotidiano potete registrare più video nello stesso giorno e cadenzarne la pubblicazione nei giorni successivi. Il batching (la produzione a blocchi) sarà vostra amica.
In più è importante usare sempre la stessa inquadratura e lo stesso gancio iniziale: vi rende riconoscibili. Alcuni ottimi esempi di questo tipo di format li realizza la libreria Biblos Mondadori, di cui abbiamo parlato in questa puntata di Social Bignami.
Format #3: il video di risposta
Il modo più facile per creare contenuti è lasciare che siano gli altri a dirvi cosa fare, e con “altri” intendo i vostri utenti, sia online che offline.
Man mano che produrrete contenuti capiterà che alcuni utenti vi lascino delle domande sotto i video, può essere utile rispondere con un video (esiste una funzione apposita su TikTok) ai commenti o alle domande ricevuti: questo aumenta la vostra credibilità di servizio attento alla propria clientela.
Potete però iniziare a realizzare questo tipo di contenuti anche prima, senza usare la funzione di risposta diretta al commento di un utente, ma partendo dalle domande che i vostri utenti vi fanno in biblioteca e rispondendo pubblicamente, oppure potete leggere commenti e domande lasciate sotto altri contenuti di altri creator e prendere ispirazione da lì: l’importante sarà rendere palese il fatto che il là del video vi sia stato dato da una persona vera.

Qualche consiglio per realizzare questo tipo di video.
Iniziate appuntandovi le domande che vi fanno gli utenti di giorno in giorno: basterà lasciare un foglietto apposito al bancone che chiunque può compilare.
Non avrete bisogno di usare sempre la stessa inquadratura né sempre la stessa persona che risponde, sarà però importante mettere in evidenza la domanda di partenza, scrivendola in sovrimpressione.
Registrate mostrando concretamente ciò di cui parlate: se spiegate un servizio mostrare come funziona o dove se ne può usufruire, mentre se raccontate di prodotti specifici teneteli in mano e mostrateli verso la fotocamera.
Il vostro obiettivo è mostrare che la biblioteca è in ascolto, che non è un’istituzione chiusa e che ama interagire con la propria utenza. In più, se utilizzerete la funzione “rispondi con un video” anche l’algoritmo di TikTok che ama le interazioni apprezzerà.
La regola dei 3 secondi
Indipendentemente dal formato che sceglierete di produrre, ricordate: non fate preamboli, ma andate dritti al punto.
Non dite “Buongiorno, sono la bibliotecaria di…”. Iniziate mostrando il libro, aprendo una scatola, facendo una domanda provocatoria o dicendo in poche parole il punto del vostro video.
Nel 2026 l’attenzione è una risorsa scarsa, soprattutto sui social media : avete 3 secondi per convincere gli utenti a non scorrere oltre, usateli per il contenuto, non per i saluti. Nessuno vi darà dei maleducati, promesso.
Susanna Aruga
