Un nuovo articolo di Eleonora Pantò per la rubrica Appunti Selvaggi
Antoinette Torres Soler, attivista e fondatrice del portale Afrofeminas ha rilasciato a fine ottobre un’IA femminista e de-coloniale, denominata AfrofeminasGPT. Nell’intervista rilasciata a ElPais1, Soler racconta del suo trasferimento da Cuba in Spagna e della consapevolezza che essere donna afrodiscendente e migrante, è un’esperienza di discriminazioni e razzismo in tanti Paesi, dall’Europa all’America latina. DA qui la nascita di un network che nel 2013 diventa il portale Afrofeminas.
Nel 2020 grazie alla frequentazione di un corso intuisce che ci possono essere delle potenzialità per usare le IA come strumento di una nuova forma di conoscenza, nonostante le diverse criticità che le caratterizzano. Da qui l’idea di usare un GPT come strumento di diffusione del pensiero nero e de-coloniale: AfrofeminasGPT è un bot addestrato su testi di bell hooks, Kimberlé Crenshaw – la studiosa che ha coniato il concetto di intersezionalità- Stuart Hall, Angela Davis, Chimamanda Ngozi Adichie Victoria Santa Cruz e Yuderkys Espinosa Miñoso).
Soler ha selezionato scritti e le opere libere da diritti e disponibili in rete e realizza altri progetti di attivismo tecnologico, come brevi cortometraggi realizzati con l’IA. AfrofeminasGPT si può consultare liberamente online anche in italiano: per scelta questo GPT non accede ad Internet, per non essere sovrastato dal pensiero bianco e maschilista.
L’articolo di El Pais, si apre evidenziando la differenza tra la risposta fornita da AfrofeminasGPT e da ChatGPT al termine “razzismo”, in cui AfrofeminasGPT risponde in modo più accurato, ma devo dire che su altri termini come “intersezionalita” o “gaslighting” non ho notato grandi differenze.
GPTs
Ma cosa significa GPT? Non parliamo qui di transaminasi alte, ma di “trasformatore generativo pre-addestrato” in inglese Generative Pre-trained Transformer, cioè di software e precisamente di reti neurali artificiali usate per elaborare il linguaggio naturale. Le reti neurali sono pre-addestrate sul grandi database di testi (o altri media) per imparare a generare nuovi contenuti simili a quelli creati dagli esseri umani, creando dei grandi modelli linguistici – i Large Language Model (LLM) Il primo GPT è stato quello progettato da OpenAI nel 2018. Si tratta di software estremamente complessi che utilizzano moltissime variabili e sistemi di pesi, per creare testi e altri media che siano plausibili, ma non necessariamente veri.
Dal 2024, OpenAI ha reso possibile la creazione di GPT personalizzate, addestrate su un numero ridotto di documenti che possono diventare esperti di uno specifico argomento diventando quindi degli utili assistenti in diversi contesti. Il modello è quello degli app store: il sito GPTsStore offre più di un milione di chatbot specializzati, ricercabili per categorie.

Questo servizio è oggi offerto gratuitamente da diversi fornitori ed è anche una fonte di monetizzazione. Attraverso GPTs Store, scoprirete che oltre ad assistenti di scrittura, programmazione e traduzione, si possono trovare GPT esperti di armocromia, viaggi, diete personalizzate e persino di lettura di tarocchi.
GPTs in biblioteca
Crearsi un proprio assistente con compiti semplici non è particolarmente difficile: bisogna avere chiaro quali compiti assegnarli, costruire il database su cui dovrà rispondere fornendo documenti di riferimento, decidere se dare accesso online o meno, scegliere “la temperatura” – che significa decidere quanto il GPT può essere creativo – e fornire delle domande “tipo” per guidare eventuali altri utenti nel raggiungere il proprio obiettivo.
A fine 2024, il prof Ethan Mollick aveva lanciato su Coursera il MOOC realizzato in collaborazione con OpenAI – intitolato AI in Education: Leveraging ChatGPT for Teaching, pensato per insegnanti che volessero avvicinarsi all’IA; l’ultimo modulo del corso è dedicato a creare un GPT: per esperienza diretta posso dire che il corso è adatto anche a chi non ha specifiche competenze informatiche ed è semplice (anche se in lingua inglese), ma con poca fatica si trovano online altri corsi più specifici e varie guide online.
Dopo la strada aperta da OpenAI il panorama si è arricchito ed è possibile scegliere l’IA che si addice meglio alle nostre esigenze: oltre a ChatGPT sono disponibili altri siti per la creazione di chatbot personalizzati come POE.com, NotebookLM, Google AI, Gemini, Perplexity; inoltre è possibile creare dei veri e propri agenti che compiano azioni al posto nostro, come rispondere alle mail. Per questo rimando all’ottima panoramica offerta da Damiano Orru’ nel suo breve corso realizzato per il GARR il 3 dicembre 2025: sul suo blog, Biblioskill trovate le slide e la registrazione dell’evento che dura circa 90 minuti.
Se vi state domandando se esistono GPTs bibliotecari, la risposta è sì: ParetoBot della Biblioteca Vilfredo Pareto all’Università “Tor Vergata” è sviluppato proprio da Damiano Orru’ con Paola Coppola e Luca Moretti.
Prima di loro, Mario Tartaglia aveva creato un GPT per la ricerca sul catalogo della Fondazione San Bonaventura.

Gli assistenti bibliotecari automatici sono destinati ad aumentare e probabilmente saranno una versione evoluta dei sistemi di ricerca e consultazione, come ad esempio Aisha2, della biblioteca della Zayed University o Shoio3 della Chuo Library nella cittò Kuki, Saitama Prefecture in Giappone.

Aisha l’assistente bibliotecaria della Zayed University

Sisho – La bibliotecaria con intelligenza artificiale in giapponese
Se pensate che sarebbe interessante creare un GPT un po’ più evoluto, potete eventualmente dare un’occhiata anche al sito CustomGPT.ai che permette di fare un test gratuito di 7 giorni.
Attivismo e GPTs
Tornando al tema con cui si apre l’articolo, l’idea di usare l’IA per attivismo è molto stimolante. Outcry AI è un’intelligenza che supporta l’attivismo, creato da Micah Bornfree, l’ideatore di Occupy Wall Street, movimento di protesta nato nel 2011 contro gli abusi del capitalismo finanziario, diffusosi in oltre 11 Paesi e autore del libro “End of protest” in cui analizza perché le manifestazioni nelle strade non sono più sufficienti a generare cambiamento. Bornfree è un esperto di criptovalute e collabora nei red teams4 di OpenAI e Anthropic.
Outcryai.com è un’AI specializzata addestrata su strategie di attivismo, storia dei movimenti, tattiche di campagna e teoria del cambiamento sociale, argomenti a cui solitamente le AI non danno risposte . Partendo dall’assunto che le tattiche di protesta tradizionali sono obsolete, Outcry AI fornisce supporto strategico agli attivisti, con approfondimenti su ideologi e politici, per comprendere il pensiero di Gramsci, la teologia della liberazione, la Structural Demographic Theory e la teoria del cambiamento; aiuta nella creazione di video a supporto delle campagne, alla scrittura di proposte per ricevere finanziamenti e assistenza per passare dalla teoria alla pratica.

Alla FAQ, alla domanda “Perché dovrei fidarmi di un’AI con strategie rivoluzionarie?” la risposta è
“Non dovresti fidarti di nessuna IA, men che meno di strategie rivoluzionarie, se la fiducia significa fede cieca o rinuncia al giudizio. Gli algoritmi riflettono, amplificano e talvolta deformano le strutture di potere esistenti; possono simulare il dissenso mentre lo disciplinano silenziosamente. Tratta Outcry come una provocazione, non come un oracolo: uno specchio per affinare il tuo pensiero, mai un sostituto del rischio incarnato, della lotta etica e dell’improvvisazione che costruiscono movimenti reali.”
Ecco un buon consiglio da tenere sempre presente.
Eleonora Panto’ – 15 dicembre 2024
1 https://elpais.com/america-futura/2025-12-05/afrofeminasgpt-una-inteligencia-artificial-decolonial-y-antirracista.html?outputType=amp
2 https://aisha.zu.ac.ae/
3 https://mainichi.jp/english/articles/20251111/p2a/00m/0op/009000c
4 I red teaming è un processo che serve a testare l’efficacia della cybersecurity in cui gli hacker etici conducono un attacco informatico simulato e non distruttivo
