Nuova uscita per la rubrica Miscuglio di Giulia Natale: app d’autore e fuori dal comune che speriamo vi siano di ispirazione
Benritrovati bibliotecarie e bibliotecari,
eccomiiiiiii di ritorno per segnalare nuove app e risorse digitali da usare in biblioteca. Un bacino enorme di potenziale pubblico aspetta le vostre proposte di laboratori in modalità digitale oppure ibrida con albi e materiali; oggi ci occuperemo di app innovative, magnetiche… e sì, questa volta è davvero il caso di sottolinearlo, stravaganti!


Solo un piccolo passo indietro per motivare l’insolita selezione in condivisione oggi.
Qui a Torino si è recentemente concluso il Salone del libro, appuntamento storico che quest’anno ha manifestato una direzione di grande forza dedicando il salone al Il mondo salvato dai ragazzini, citando così il titolo di un libro importante di Elsa Morante.
Annalena Benini, direttrice editoriale del Salone, ha espresso un concetto chiave affermando che “Il mondo salvato dai ragazzini è un titolo in movimento ed è, prima di tutto, un messaggio di speranza. È il mondo che il Salone del Libro si prefigge, auspica, prova a costruire ogni giorno con inventiva e dedizione”; a seguito di questa buona intenzione purtroppo devo rilevare che del digitale narrativo e di app per bambini e ragazzi questo Salone non si occupa, non pare essere interessato a occuparsi. Naturalmente – diremo – è un Salone del Libro, degli editori, delle pagine e della carta. Abbiamo però capito che, nella nostra contemporaneità, la lettura (da cui si trae gioia e speranza, appunto), il raccontare e anche la promozione della lettura sono cambiate, che oggi la narrazione segue linee scomposte tra le pagine stampate ma anche attraverso App e videogiochi e che rappresentare questi modi di narrazione alternativi sarebbe una buon proposito per gli anni futuri.
I meriti del Salone sono sconfinati, l’atmosfera è corroborante fra gli incontri con scrittrici e scrittori e i dibattiti, tra il fermento dell’Area Bookstock e la scoperta di nuove case editrici (in uno stand bello grande ne ho trovata una che si chiama “Stocazzo”: sorvoliamo, ve ne prego).
Ma è stato quando ho messo a fuoco questa assenza che ho provato il desiderio irrinunciabile di cercare nuove storie digitali e giochi fantasiosi, eccoli qui!
Con TET qui per iOs, qui per Android, si sperimenta la preparazione di una cena per il Capodanno vietnamita ma bisogna essere rapidi poiché gli ospiti stanno per attivare! È una storia deliziosa sia per struttura sia per le intenzioni, costruita con attività interattive (lavarsi le mani, grattugiare le carote, capare il cavolo…) e nell’ottica di condividere il patrimonio culturale e culinario della sua autrice, Charlotte Broccard, artista e videogamer svizzero-vietnamita.
Le app di cucina o sul cucinare per bambini sono tante, la maggior parte trite e ritrite.
Questa invece è una gioia di colori assortiti, disegnata a mano, con suoni di ciotole e stoviglie in un contesto di partecipazione e di condivisione del cibo e delle ricette del Vietnam.
Si parla molto di inclusione, si potrebbe iniziare con questa app per avvicinarsi alla conoscenza delle altre culture.
Sarete voi bibliotecari a scegliere i libri cui affiancarla, mettendo in relazione digitale e carta, con app, mappe, libri di ricette, di cucina e di geografia, guide di viaggio.



Un’altra app straordinaria per l’estensione estetica è KIDS a game for crowds, qui per iOs, qui per Android.
L’app si spiega facilmente ma è la sensazione che lascia mentre ci si immerge nel movimento di folla dei tanti corpi a non essere facile da spiegare.
Ha vinto notevoli premi e ne è stata tratta un’installazione al MuDA, Museo di Arte Digitale di Zurigo e allestimenti in varie città del mondo (qui potete vedere le foto dei fantocci per i corpi dell’app) ma, avendola sperimentata e avendo letto i commenti di altri “giocatori”, mi rendo conto di quanto dibattito abbia generato fra applausi scroscianti e dichiarazioni più tiepide.
La folla si muove, qui, su, giù, dentro, fuori, in cerchio, a sorpresa, corpi cadono, corpi corrono…ma resta il fatto che la domanda sulla direzione e sul motivo di quei movimenti di corpi è l’esperienza stessa di interattività, è soggettiva, e le risposte interessano meno della partecipazione immersiva.





È un’app unica, disegnata a mano in bianco e nero e coreografata tramite la tradizionale animazione 2D in combinazione con simulazioni fisiche, secondo alcuni delicata o distensiva, secondo altri concitata o elettrizzante.
A me è piaciuta molto, innovativa ed elegante.
Infine, sempre nel solco delle produzioni digitali d’artista, sperimentali e imprevedibili, segnalo ancora la strepitosa Il Filo Conduttore di Mario von Rickenbach e Christian Etter, un breve gioco narrativo e interattivo con musica folk ungherese e sound design di David Kamp.



In questo contesto, ci troveremo sconcertati dall’iniziale trillo di un telefono nel buio assoluto e poi dalla presenza in scena di un sottile cavo che pende dall’alto collegato a una pallina colorata. È così che inizia questa esplorazione sensoriale… si aggiungeranno elementi a sorpresa (arancia, caffettiera, noci…) e il nostro contributo andrà ad innescare interessanti conseguenze.
Questa narrazione visiva cosa ci chiede di fare? Quali gesti, quali attività sullo schermo? E cosa vuole dirci? Sono queste le grandi domande di tale esperienza artistica tattile. Le grandi domande che l’Arte pone; nella composizione ci vedremo Picasso o forse Morandi.
E, alla fine, si resta con una perplessità o con una gioia? A voi scoprirlo.
Il costo di queste app dello studio Playables è sempre molto contenuto, è un invito a sperimentare.
In conclusione, come si fa a non essere travolti dalla traboccante creatività espressa in queste app, a nostra disposizione!?
A essere stravaganti non saranno i laboratori che metterete in campo, ad esserlo sono proprio le app che ho scelto oggi per la nostra rubrica Miscuglio sulle risorse digitali. App scomode, non convenzionali, insolite, ricercate, artistiche, bizzarre, curiose, rare, che prevedono pertanto da parte vostra audacia e baldanza progettuale.
Lanciatevi nella progettazione, che la forza sia con voi!
Giulia Natale
